Two are better than one 

Quando Alessandra mi ha comunicato che sarei diventata zia, ho provato felicità pura. Mi sono commossa e ho iniziato a pensare subito come poter viziare ben due marmocchi con la mia creatività.

È chiaro che con Valentina sia più facile. Mi basta un nastrino e un po’ di gloss e passiamo ore a pettinarci e truccarci. Gabriele è più diffidente. Ora però ho trovato il modo di intrattenerlo inventando finte parentele e amicizie con i supereroi. Capitan America è il suo preferito e quando gli ho detto che andava a scuola con il suo papà e lo zio Simo, mi si è seduto accanto e ha continuato a pormi le domande più svariate.

Non è facile avere a che fare con i bambini, non conoscevo le dinamiche dei gemelli e spesso sono in difficoltà, ma poi in un modo o nell’altro riesco a cavarmela e quando chiedono della zia Bea alla loro mamma, io mi sciolgo! I bambini, si sa, con la loro genuinità riescono ad ammorbidire gli animi più resistenti (e non è certo il mio caso).

Tra le mille cose che ho creato per loro, i due progetti più impegnativi sono stati i loro regali per il quarto compleanno. Per il Babi ho preparato un cappellino e una sciarpa a tre colori a falsa costa inglese.

   

Per questa fantasia è sufficiente montare un numero dispari di maglie, lavorare due diritti e due rovesci fino alla fine della riga ripetendo l’inizio (due diritti e due rovesci fino alla fine) per tutte le righe successive. Il punto è semplice ma dona a capi di questo tipo una grande elasticità. Ho preferito chiudere il cappellino con una nappina per renderlo diverso dal solito. 

Per Valentina ho lavorato un poncho a legaccio a due colori con inserti floreali all’uncinetto (un grazie per il tocco in più va sempre a Marinunzia Piccenna!).  


La particolarità di questo capo è il fatto che si componga di due quadrati cuciti (non completamente) nella parte alta. Si crea così un collo che completa il tutto. 

Per quanto riguarda la misura, bisogna utilizzare il teorema di Pitagora: in ogni triangolo rettangolo, l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa è sempre uguale alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti. In parole povere, si raddoppia la misura da gomito a spalla e la si divide per la radice quadrata di 2. Si fa un campione di 20 maglie e con una piccola proporzione si montano le maglie giuste che si lavoreranno poi tutte a diritto o a rovescio.

Per entrambi i progetti, ho usato la Cotton Merino Drops, acquistata da Heidi, nel suo stupendo negozio di filati a Villasanta, in Via Confalonieri 83. Questo filato è ottenuto dall’unione di lana merino di alta qualità e da morbido e fine cotone. Si crea una perfetta combinazione di morbidezza e pienezza permettendo la realizzazione di capi comodi con punti ben definiti e dal risultato uniforme. Il filato è morbido sulla pelle e quindi perfetto per bambini e neonati.

Tra l’altro, sabato 13 giugno si festeggia il World Wide Knit in Public Day e Fiordilana aprirà le sue porte per chi vorrà lavorare in compagnia e soprattutto in pubblico!

Vale, tatina del mio cuore, il mio sogno più grande è insegnarti a lavorare a maglia. Non so se ce la farò, ma se non dovesse interessarti, mi basta già l’affetto e l’entusiasmo che dimostri per le mie creazioni e la curiosità con cui osservi le mie mani ogni volta che ci vediamo…perché sai che la zia Bea non può mai star ferma!

Babino, tu sei un timido coccolone e ancora non siamo in perfetta sintonia, ma sono certa che alla conquista totale manchi pochissimo, perché io sono amica di Capitan America e anche di Babbo Natale!

Il mio amore per voi, la zia Bea.

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Not sisters by blood, sisters by heart

Non ho sorelle o fratelli, sono figlia unica. Ho sempre desiderato avere, però, un fratello maggiore o una sorella gemella. Era, quindi, impossibile che i miei genitori potessero accontentarmi.

Negli anni, come tutti, ho avuto amicizie buone e meno buone, rapporti che ancora durano o che si sono interrotti più o meno bruscamente.

Alla fine del primo anno di università, fuori dallo studio del Professore di Economia Monetaria, ho incontrato quella che avrei voluto sia come fratello maggiore, sia come sorella gemella. Da allora siamo sempre state amiche. Ci siamo laureate, abbiamo iniziato a lavorare, ci siamo sposate, per lei sono anche arrivati due gemelli e siamo sempre lì pronte a scambiarci affetto fraterno e sostegno per ogni gioia o dolore, senza invidie o competizione.

Alessandra ha sempre apprezzato la mia vena artistica e nel tempo ne ha subito spesso le conseguenze!

Uno dei miei primi regali fatto ai ferri è stato un coprispalle. Mi ha confessato di averlo e usarlo ancora. Piace tantissimo anche alla sua bambina e quando me lo ha detto, la piccola è andata a prenderlo e ci si è avvolta completamente, come fosse l’unica cosa morbida che potesse scaldarla e da cui voleva essere scaldata.

Il progetto è di una semplicità estrema, talmente semplice che potrebbe diventare un regalo di emergenza, dell’ultima settimana! 

Si tratta di un rettangolo con un bordo a legaccio (le maglie vanno lavorate sempre a diritto o sempre a rovescio) e l’interno a maglia rasata (maglie lavorate a diritto sul dritto del lavoro e a rovescio sul retro del lavoro).

La misura deve essere valutata caso per caso, preparando un campione di 20 maglie e direi anche che sia possibile oltre che doveroso arricchire il progetto con delle trecce o con del ginger astrakan (istruzioni nel mio articolo “La Barbie beve ginger ale”) o addirittura con un bel punto traforato. Il coprispalle poi si ottiene cucendo una piccola parte del bordo più corto.

  

 
Marinunzia Piccenna, nel suo laboratorio in Via Solari 19, a Milano, mi ha suggerito un punto traforato molto semplice, ma assolutamente adatto a questo capo. Inutile dire che Mari abbia sempre la soluzione migliore e spesso non solo per il tricotage!

Questo le istruzioni del punto traforato a coste: montare un numero di maglie divisibile per 4 più 2 di vivagno.

Prima riga e successive: 1 maglia a diritto, 1 maglia a rovescio, 1 gettato, 2 maglie insieme a rovescio, terminando il ferro con 1 maglia a diritto e 1 a rovescio.

Ecco il risultato:

  
Ale, non so quale sia il motivo che ti spinga a conservare con cura questo coprispalle piuttosto derelitto fin da subito, ma sappi che facendolo mi hai reso felice. L’affetto che mi lega a te e ai gemelli va oltre il descrivibile e spero di ricordarmelo anche quando sarò troppo vecchia persino per lavorare a maglia.

Per sempre sore. 

B.

La Barbie beve Ginger Ale 

Ognuno di noi ha almeno una parola di cui impara la dizione sbagliata da piccolo e se la porta dietro per tutta la vita.

Io ho draghetto e grodino.

Il primo lo uso per andare da Genova a Olbia, per esempio, il secondo quando ordino un drink.

Non so dove abbia imparato ad usare malamente queste due parole però una cosa è certa: era la nonna Beatrice, la mia nonna materna, ad avere sempre pronto qualcosa in frigo per preparare un aperitivo anche quando l’happy hour era ben lontano dal diventare una moda. Del resto, mi diceva sempre, non puoi mai sapere chi viene a farti visita!

In questo modo, quando d’estate ero con lei e la zia Lucia e quando qualcuno veniva appunto a farci visita, avevo anche io il mio bicchiere con il “grodino”.

Capitava anche che la nonna rifornisse il suo mini bar con altre bevande e a volte c’era il ginger o il bitter. Io ero irrimediabilmente attratta da quei colori così accesi, ma anche e soprattutto dall’idea che i monotoni pomeriggi estivi venissero interrotti per tirar fuori vassoi e bicchieri di altri tempi ai quali altrimenti non avrei potuto in alcun modo avvicinarmi. 

Così, quando un giorno nel suo laboratorio in Via Solari 19, a Milano, Marinunzia Piccenna mi ha suggerito di imparare il punto “ginger astrakan”, sono tornata immediatamente bambina con il mio mini aperitivo estivo.

Ogni tanto compro ancora quelle bevande, più per ricordo che per piacere e organizzo brevi momenti di relax con quel che c’è! Brindo alla nonna Beatrice che ci ha salutato a 102 anni e sono certa non sarebbe vissuta così a lungo se non si fosse dedicata quei momenti e se non li avesse condivisi anche con me.

Il punto “ginger astrakan” è un bellissimo punto un po’ traforato e con dei bei nodini che lo rendono di grande effetto e adatto sia a freschi golfini estivi, sia a stilosi capi invernali.

Si esegue in questo modo:

Si montano maglie in un numero multiplo di 4 più 2 di vivagno. Queste maglie di vivagno vanno lavorate sempre a diritto o sempre a rovescio.

Prima riga: si lavorano tutte le maglie a rovescio (tranne la prima e ultima maglia di vivagno);

Seconda riga: la prima maglia a diritto (o rovescio), la seconda si lavora tre volte (una volta a diritto, una volta a rovescio e una volta a diritto), le successive tre maglie si lavorano insieme a rovescio. Si ripete dunque la lavorazione tripla della maglia e delle tre maglie successive insieme fino all’ultima maglia che andrà lavorata a diritto (o rovescio, se si preferisce);

Terza riga: si lavorano tutte le maglie a rovescio (tranne la prima e ultima maglia di vivagno);

Quarta riga: una maglia a diritto (o rovescio se si preferisce), tre maglie assieme e la successiva tre volte. Si prosegue fino all’ultima che andrà lavorata a diritto (o rovescio, come da preferenza).

Il motivo si vede ogni quattro righe e ci si deve ricordare che il diritto del lavoro va lavorato a rovescio.

Per questo tipo di punto mi piace usare la lana Drops Andes. Il mio rivenditore di fiducia è Fiordilana, in Via Confalonieri 83 a Villasanta. Quando ho comprato questo filato era scontato e ne ho presi quattro colori diversi. Finora ho usato il grigio, il viola e quello che per me è rosa chiaro. Con il blu penso farò dei caldi cappelli per l’inverno.

I primi due li ho usati per fare un poncho a base grigia a maglia rasata con degli inserti viola in ginger astrakan:

  
Il terzo per una coperta singola che è ancora in corso d’opera. Eccone un’anteprima:

  
La nonna Beatrice preferiva chiacchierare più che vedermi lavorare a maglia, ma credo che avremmo raggiunto un ottimo compromesso con il mio ginger e il suo “grodino”.

Beatrice

Bello! Sei al mare?

Quando ho concluso la copertina estiva per il primo compleanno di Mattia, mi sono sentita dire: bello! Sei al mare? Non ho ancora capito si trattasse di un complimento o meno, ma forse è meglio neanche saperlo.

Mattia è un bimbo solare, gli piace la musica e balla! Sorride sempre ed è molto coccolone. È nato poco prima di Natale e ha ricevuto in regalo tante bellissime copertine fatte a mano, in lana! Così ho pensato di preparargliene una in cotone e lino, adatta ai mesi estivi. 

Inizialmente avrei voluto farla a punto tessuto, ma ho pensato che ci avrei messo troppo tempo e quindi ho scelto di unire due tecniche semplici e di grande effetto!

Ho quindi acquistato il materiale necessario presso Fiordilana, in via Confalonieri 83 a Villasanta (Heidi è sempre gentilissima e se non si usano tutti i gomitoli può anche scambiarli con uno dello stesso materiale ma di colore diverso, per un nuovo progetto!). Ho optato per 12 gomitoli di bomull lin Drops:  5 bianchi, 2 grigio scuro. 1 grigio chiaro e 4 blu. 

Questo filato è “grezzo” ma non certo ruvido. È un materiale rustico e naturale filato da tanti capi di lino e cotone. La struttura fragile del lino combinata con la morbidezza del cotone producono un risultato molto resistente e durevole e i capi realizzati con questo filato avranno la sensazione esclusiva del lino così come una brillantezza delicata. 

Ho montato 201 maglie e ho iniziato subito creando una fascia con il punto che io parecchi anni fa ho conosciuto come il punto “mussolini”. Credo che il nome tecnico sia “falsa costa inglese”: l’unica mia fonte certa a riguardo è Marinunzia Piccenna. La sua competenza va oltre qualunque motivo politico o pseudo tale! 

La fantasia si crea in questo modo: si montano un numero dispari di maglie e si lavorano due maglie a diritto e due maglie a rovescio fino alla fine della riga. Nella riga successiva si inizia subito con due maglie a diritto seguite da due maglie a rovescio e si arriva alla fine. Si prosegue cosi e si ottiene una maglia molto elastica, maglia che più si lavora più tende a stringersi. È perfetta per colli o cappucci o, come in questo caso, per creare un bordo morbido per una copertina.   

Il bordo è una fascia più larga delle successive perché ho usato un gomitolo e mezzo blu, poi ho usato il bianco ma ho sempre mantenuto il bordo a falsa costa inglese (31 maglie all’inizio e 31 alla fine di ogni riga. Mi sono aiutata con dei segnapunti mobili per non impazzire). Il grigio scuro e quello chiaro si sono alternati al bianco con la maglia rasata (lavorare una riga a diritto e la successiva a rovescio) e questo mi ha permesso di concludere il lavoro in tempi rapidi pur ottenendo un ottimo risultato. Ho concluso con 75 grammi di blu sempre a falsa costa inglese.

La copertina è per i mesi estivi e quindi ho usato il filato blu e bianco (e anche un po’ di grigio e altro cotone arancio) che mi è avanzato per fare delle stelle marine. 

  
Le attuali temperature rendono forse poco sopportabile qualunque cosa addosso, ma ho pensato ad una dimensione non proprio baby, perfetta anche per il futuro!

A Mattia, alla sua mamma e mia preziosa amica Alessia e al suo papà Marco, con tutto il mio affetto,

Bea

Happy B-day, Zimo!

Il 18 settembre del 2005 ho incontrato per la prima volta l’uomo che sarebbe poi diventato mio marito. Quel giorno nessuno dei due ha notato l’altro ma nessuno dei due può non meravigliarsi di come il destino ci avesse già dato una possibilità e di come, però, tutti e due, avessimo ancora bisogno di tempo per poi ritrovarci e non separarci più.

Quest’anno, per il suo compleanno ho voluto creare un quadretto che rappresentasse la nostra famiglia. 

Alla fiera degli hobby di marzo ho comprato alcune figurine in legno: tre gattini, un maschietto, una femminuccia e due scritte HOME. Ho deciso di ovviare all’assenza della scritta “sweet” con il punto croce. 

Con M.P. abbiamo pensato di inserire il tutto in un quadretto lavorato a punto tessuto, ma con tre fili!

La tecnica è sempre uguale, ma invece di lavorare un ferro a diritto e un ferro a rovescio sempre con lo stesso filo e poi cambiare con il secondo colore, si lavora un ferro a diritto col primo filo, il ferro a rovescio con il secondo filo e il successivo ferro a diritto con il terzo filo. Si proseguirà poi con il filo che risulta più “basso”.

L’effetto è questo:

  
Per questo lavoro ho usato il cotone safran della drops, acquistato da Fiordilana, il bellissimo negozio di Heidi in Via Confalonieri 83 a Villasanta.

Ho montato 30 maglie e ho usato i ferri dritti del 3,5. 

Quando ho terminato il quadretto, ho proseguito con il punto croce. Questa tecnica non è “mia”, la trovo retró e poco utile, ma è assolutamente affascinante per scritte e piccoli disegni. 

  

Il risultato è stato molto gradito. 

Ho la fortuna di avere accanto un uomo che non solo mi sopporta, ma anche che mi lascia vivere le mie passioni e ne apprezza i risultati.

 

Per poter appendere questo quadretto ho inserito due bastoncini di legno sul retro nella parte superiore e in quella inferiore.

Ho intenzione di rendere quest’idea un regalo anche per altre occasioni, per bambini piccini e più grandi, ma anche per Natale, Pasqua o anche Halloween. Ad ottobre c’è una nuova fiera, ma credo possa essere divertente creare i propri personaggi anche senza aspettarla, magari proprio col punto croce!

LaBeBi

La copertina di Tommy

Fin da sempre, ho pensato che i bambini biondi e con gli occhi azzurri avessero un che di angelico.

Tommaso non solo è così bello da togliere il fiato, è anche uno dei bambini più felici che io abbia conosciuto: ride sempre, è socievole e non fà capricci!

Per il suo battesimo, mamma Silvia e papà Andrea hanno organizzato un piccolo party per festeggiare anche il loro primo anno di matrimonio. Tommy non poteva che essere il frutto di un amore totale e puro come il loro, sono una coppia come dovrebbero essercene di più.

Per questo bimbo ho preparato una copertina a punto tessuto, a due colori e quattro fasce. 

Ho comprato 8 gomitoli di cotton merino drops, nel negozio di Heidi, Fiordilana (via Confalonieri 83, Villasanta). Questo tipo di filato è perfetto per i bambini perché grazie all’unione di cotone e lana merino consente di creare capi adatti ad ogni stagione, leggeri, ma anche caldi e compatti.

Ho deciso di creare un gioco di fasce partendo da blu e azzurro, azzurro e grigio, grigio e bianco e infine bianco e blu. Ecco il risultato:

 

Ho montato 90 maglie su ferri del 4 da 60 cm, per comodità ho poi spostato il lavoro su ferri più corti ma usare i circolari sarebbe stata la soluzione migliore! Ho anche frequentato un corso di tecnica continentale proprio per l’utilizzo dei circolari da Heidi, sempre presso il suo negozio, ma sono un po’ dura e di sicuro il mio primo lavoro con questa tecnica ne avrebbe risentito in qualità e tempi di esecuzione. 

Il punto tessuto a due colori implica la lavorazione di ogni singolo colore sul dritto e sul rovescio. Ho iniziato dal blu e ho lavorato il dritto e poi il rovescio come di seguito:

Riga 1>> lavorare una maglia a diritto, passare la maglia successiva a rovescio e portare sopra il filo, ripetere da capo fino alla fine della riga. Ripetere per tutte le righe pari.

Riga 2>> lavorare una maglia a rovescio, passare dietro il filo e passare la maglia a rovescio, ripetere da capo fino alla fine della riga. Ripetere per tutte le righe dispari.

Si può verificare che il lavoro stia procedendo bene controllando che sul dritto le maglie abbiano il colore alternato e sul rovescio invece solo del colore che si sta lavorando.

Alla fine, Marinunzia Piccenna (il suo laboratorio in Via Solari 19 a Milano offre corsi per sferruzzatrici più o meno esperte) ha reso questa copertina unica e personalizzata ricamando il nome di Tommaso e un piccolo tulipano. Io ho poi confezionato il tutto in questo modo:

  
Tommy, spero che questa copertina accompagni le tue nanne a lungo, anche quando diventerà corta e non coprirà più i tuoi bei piedini! 

Con tutto il mio amore, la zia Bea.

    

Linen stitch ovvero “non ce la farò mai”…

Da qualche anno ormai frequento il laboratorio di M. P., in Via Solari 19 a Milano. M. è una donna fantastica e un’artista. 

Riesce a creare meraviglie uniche nel loro genere e, oltre ad avere una fantasia fuori dal comune, ha un grande pregio e cioè quello di saper trasmettere le sue conoscenze.

Grazie a lei e, in parte anche grazie alla mia testardaggine, un giorno sono riuscita a realizzare un campione di poche maglie e poche righe a “punto tessuto”. Nel gruppo anche solo nominarlo significa creare scalpore perché è un punto che per poter essere realizzato richiede grande attenzione e grande coraggio!

  
Di per sè non si tratta di un punto complicato, ma, come già detto, bisogna essere precisi. Il lavoro che ne risulta sarà compatto e i tempi di realizzazione più lunghi rispetto ad altre fantasie perché verrà lavorata solo la metà dei punti montati, sul dritto e sul rovescio del lavoro.

Istruzioni:

Montare un numero pari di maglie.

Riga 1>> lavorare una maglia a diritto, passare  la maglia successiva a rovescio e portare sopra il filo, ripetere da capo fino alla fine della riga. Ripetere per tutte le righe pari.

Riga 2>> lavorare una maglia a rovescio, passare dietro il filo e passare la maglia a rovescio, ripetere da capo fino alla fine della riga. Ripetere per tutte le righe dispari.

È anche possibile utilizzare due o tre fili di colori diversi. Il risultato sarà ancora più bello e il lavoro, per assurdo, più semplice perché si evidenzierebbero subito gli errori.

  
  
Con questa tecnica ho realizzato una copertina baby (La copertina di Tommaso) e un quadretto “homesweethome” (happy b-day, Zimo!).

I migliori risultati, a mio parere, si ottengono proprio in lavori squadrati perché rendono ben visibile la trama del punto.

Il “non ce la farò mai” si è dunque tramutato in un “ce la posso fare”!!!

Keep calm and (single) crochet on 

Mi sono da poco avvicinata all’arte dell’uncinetto.

Devo ammettere che la manualità di chi fà crochet mi ha sempre affascinato. 

Avevo una zia, la zia Rosalba, che dal nulla creava scarpine, coprispalle e centrini. Ora non c’è più, ma credo mi abbia trasmesso la voglia di partire da un gomitolo ed un uncinetto per arrivare ad un risultato.

Io, però, al momento conosco solo la catenella e il punto basso…più avanti, mi spingerò oltre, ma avere un punto di partenza è già qualcosa.

Ho così potuto realizzare un cuscino per i miei tre gattini: la femminuccia, Sushi, quando ci ha appoggiato le zampine, ha iniziato una danza miagolante e “panificante” da togliere il fiato! E per com’è la mia Sushina, questa manifestazione gioiosa voleva solo essere un grazie enorme!

Gli altri due, i maschietti, hanno apprezzato a modo loro: Sashimi si è nascosto sotto e Booth ci si è addormentato esattamente al centro!

  
Per realizzare questo tappeto ho usato circa un chilo di fettuccia, grigia e verde salvia (comprata alla fiera degli hobby di Rho di marzo) e della lana (coloratissima, ma di poco valore).

Ho creato una parte centrale con delle catenelle e poi ho aumentato man mano il diametro con una o due catenelle e un punto basso per evitare che il perimetro esterno si alzasse. Ho infine inserito il tappeto all’interno di un cesto rotondo.

  

Questo tappeto, creato con materiali più pregiati, può essere perfetto per il gioco dei bambini o anche come elemento di arredo. 

LaBeBi e i 380 gomitoli

Alla fine è arrivato quel giorno, quello in cui, dopo vari tentennamenti, ma soprattutto dopo migliaia di “lo farò”, mi sono decisa.

E ho contato i gomitoli che ho acquistato da quando, da bambina, per passare il tempo, chiesi alla mia nonna paterna di insegnarmi a sferruzzare.

380, questi sono i gomitoli che possiedo, più o meno, direi più che meno.

Rappresentano tutte le idee che vorrei realizzare, i progetti che inizio e quelli che finisco e anche no!

È strano sia stata proprio la nonna Josi ad insegnarmi, era una donna strana, addirittura stravagante direi, col suo spiccato accento australiano. Bambina mai cresciuta e donna troppo presto.

Me lo ricordo ancora il mio primo progetto: non aveva nessun senso, se non quello di iniziarmi a quest’arte meravigliosa. Avevo dei ferri storti e della lana gialla usata mille volte…il risultato è stato un rettangolo totalmente sconnesso e pieno di buchi.

Forse è per questo che non amo i filati di quel colore e che i miei ferri devono essere sempre perfetti!

Tra i miei 380 gomitoli, i colori predominanti sono quelli della Drops BIG DELIGHT, numero 09, Atlantide, e cioè viola, verde, blu e tutte le relative sfumature.

Ho comprato questa meraviglia da Heidi, nel suo bellissimo negozio a Villasanta, in via Confalonieri 83. Il negozio si chiama Fiordilana e ha anche un ottimo è rapidissimo servizio di web-shopping.

A tal proposito ho realizzato un lavoro con questa lana, uno scialle. Il nome tecnico è wingspan.

È stato un regalo molto gradito per la mia amica Stefania che ora abita a Varsavia (o in Polacchia, come le dico sempre).

Le istruzioni stupiranno: è uno dei modelli più semplici che ho realizzato e l’effetto è davvero entusiasmante! 

 

Eccolo qui, nel suo splendore!

Occorrente:

Lana Drops Big Delight colore 09, 400 grammi per 4 triangoli;

Segnapunti, uno mobile e altri fissi, tanti quanti triangoli si vogliono fare;

Ferri n.6 (io non sono un’esperta dei circolari, ma per la quantità di punti che si arriveranno ad avere forse è meglio optare per questi oppure per i ferri dritti da 60 cm.).

Istruzioni:

Avviare 90 maglie.

Triangolo 1: 

riga 1>> lavorare a diritto; 

riga 2 >>passare una maglia a rovescio, due maglie a diritto, mettere il segnapunto mobile, lavorare a diritto fino alla fine della della riga;

riga 3 >> passare una maglia a rovescio, lavorare dritto fino al segnapunto, togliere il segnapunto mobile, girare il lavoro;

riga 4 >> passare una maglia a diritto, due maglie a diritto, mettere il segnapunto mobile, lavorare a diritto fino a fine riga;

riga 5 e successive >> ripetere riga 3 e 4 fino a quando non ci sono più punti da lavorare.

Triangolo 2 e seguenti:

riga 1 >> passare una maglia a rovescio, lavorare a diritto fino a 16 punti prima del segnapunto, girare il lavoro (per il triangolo 2 lavorare a diritto fino a 16 punti dalla fine della riga, girare il lavoro);

riga 2 >> mettere segnapunto fisso, passare una maglia a diritto, 2 maglie a diritto, mettere il segnapunto mobile, lavorare a diritto fino alla fine della riga, avviare 16 maglie, girare il lavoro;

riga 3 >> passare una maglia a rovescio, lavorare a diritto fino al segnapunto, togliere il segnapunto mobile, girare il lavoro;

riga 4 >> passare una maglia a diritto, 2 maglie a diritto, mettere segnapunto mobile, lavorare a diritto fino alla fine della riga;

riga 5 e successive >> ripetere riga 3 e 4 fino a quando non ci sono più punti da lavorare.

Dopo l’ultimo triangolo, passare una maglia a rovescio, lavorare a diritto tutte le maglie sul ferro, rimuovendo man mano tutti i segnapunto, lavorare a diritto 4 righe e chiudere il lavoro!

Buon divertimento,

LaBeBi