Not sisters by blood, sisters by heart

Non ho sorelle o fratelli, sono figlia unica. Ho sempre desiderato avere, però, un fratello maggiore o una sorella gemella. Era, quindi, impossibile che i miei genitori potessero accontentarmi.

Negli anni, come tutti, ho avuto amicizie buone e meno buone, rapporti che ancora durano o che si sono interrotti più o meno bruscamente.

Alla fine del primo anno di università, fuori dallo studio del Professore di Economia Monetaria, ho incontrato quella che avrei voluto sia come fratello maggiore, sia come sorella gemella. Da allora siamo sempre state amiche. Ci siamo laureate, abbiamo iniziato a lavorare, ci siamo sposate, per lei sono anche arrivati due gemelli e siamo sempre lì pronte a scambiarci affetto fraterno e sostegno per ogni gioia o dolore, senza invidie o competizione.

Alessandra ha sempre apprezzato la mia vena artistica e nel tempo ne ha subito spesso le conseguenze!

Uno dei miei primi regali fatto ai ferri è stato un coprispalle. Mi ha confessato di averlo e usarlo ancora. Piace tantissimo anche alla sua bambina e quando me lo ha detto, la piccola è andata a prenderlo e ci si è avvolta completamente, come fosse l’unica cosa morbida che potesse scaldarla e da cui voleva essere scaldata.

Il progetto è di una semplicità estrema, talmente semplice che potrebbe diventare un regalo di emergenza, dell’ultima settimana! 

Si tratta di un rettangolo con un bordo a legaccio (le maglie vanno lavorate sempre a diritto o sempre a rovescio) e l’interno a maglia rasata (maglie lavorate a diritto sul dritto del lavoro e a rovescio sul retro del lavoro).

La misura deve essere valutata caso per caso, preparando un campione di 20 maglie e direi anche che sia possibile oltre che doveroso arricchire il progetto con delle trecce o con del ginger astrakan (istruzioni nel mio articolo “La Barbie beve ginger ale”) o addirittura con un bel punto traforato. Il coprispalle poi si ottiene cucendo una piccola parte del bordo più corto.

  

 
Marinunzia Piccenna, nel suo laboratorio in Via Solari 19, a Milano, mi ha suggerito un punto traforato molto semplice, ma assolutamente adatto a questo capo. Inutile dire che Mari abbia sempre la soluzione migliore e spesso non solo per il tricotage!

Questo le istruzioni del punto traforato a coste: montare un numero di maglie divisibile per 4 più 2 di vivagno.

Prima riga e successive: 1 maglia a diritto, 1 maglia a rovescio, 1 gettato, 2 maglie insieme a rovescio, terminando il ferro con 1 maglia a diritto e 1 a rovescio.

Ecco il risultato:

  
Ale, non so quale sia il motivo che ti spinga a conservare con cura questo coprispalle piuttosto derelitto fin da subito, ma sappi che facendolo mi hai reso felice. L’affetto che mi lega a te e ai gemelli va oltre il descrivibile e spero di ricordarmelo anche quando sarò troppo vecchia persino per lavorare a maglia.

Per sempre sore. 

B.

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4 thoughts on “Not sisters by blood, sisters by heart

  1. Sono in cucina, momento di relax dopo cena e riordino, penso a te Bea, a cosa racconti, a cosa crei..che delizia!
    Alla prossima poetica sferruzzata!

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  2. Cara sora sai sempre stupirmi con la tua creativita’ queste storie sono veramente appassionanti e sappi che il mio amato coprispalle, che tanto mi scalda nelle serate invernali, non lo abbandonerei per niente al mondo!! Sei mitica, ti voglio bene!
    Ale

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  3. Bea, non sapevo scrivessi così bene! Anche se ormai da tempo ho perso la passione per lo sferruzzamento, credo seguirò sempre i tuoi post. E magari riuscirai a farmi tornare la voglia di tirare fuori ancora i miei attrezzi… 😊 un bacio
    Manu

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  4. Grazie Beatrice per i suggerimenti che mi stai dando per le difficoltà che sto incontrando in questo nuovo lavoro! La tua esperienza mi è veramente utile! Ti terrò aggiornata sugli sviluppi!

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