La Barbie beve Ginger Ale 

Ognuno di noi ha almeno una parola di cui impara la dizione sbagliata da piccolo e se la porta dietro per tutta la vita.

Io ho draghetto e grodino.

Il primo lo uso per andare da Genova a Olbia, per esempio, il secondo quando ordino un drink.

Non so dove abbia imparato ad usare malamente queste due parole però una cosa è certa: era la nonna Beatrice, la mia nonna materna, ad avere sempre pronto qualcosa in frigo per preparare un aperitivo anche quando l’happy hour era ben lontano dal diventare una moda. Del resto, mi diceva sempre, non puoi mai sapere chi viene a farti visita!

In questo modo, quando d’estate ero con lei e la zia Lucia e quando qualcuno veniva appunto a farci visita, avevo anche io il mio bicchiere con il “grodino”.

Capitava anche che la nonna rifornisse il suo mini bar con altre bevande e a volte c’era il ginger o il bitter. Io ero irrimediabilmente attratta da quei colori così accesi, ma anche e soprattutto dall’idea che i monotoni pomeriggi estivi venissero interrotti per tirar fuori vassoi e bicchieri di altri tempi ai quali altrimenti non avrei potuto in alcun modo avvicinarmi. 

Così, quando un giorno nel suo laboratorio in Via Solari 19, a Milano, Marinunzia Piccenna mi ha suggerito di imparare il punto “ginger astrakan”, sono tornata immediatamente bambina con il mio mini aperitivo estivo.

Ogni tanto compro ancora quelle bevande, più per ricordo che per piacere e organizzo brevi momenti di relax con quel che c’è! Brindo alla nonna Beatrice che ci ha salutato a 102 anni e sono certa non sarebbe vissuta così a lungo se non si fosse dedicata quei momenti e se non li avesse condivisi anche con me.

Il punto “ginger astrakan” è un bellissimo punto un po’ traforato e con dei bei nodini che lo rendono di grande effetto e adatto sia a freschi golfini estivi, sia a stilosi capi invernali.

Si esegue in questo modo:

Si montano maglie in un numero multiplo di 4 più 2 di vivagno. Queste maglie di vivagno vanno lavorate sempre a diritto o sempre a rovescio.

Prima riga: si lavorano tutte le maglie a rovescio (tranne la prima e ultima maglia di vivagno);

Seconda riga: la prima maglia a diritto (o rovescio), la seconda si lavora tre volte (una volta a diritto, una volta a rovescio e una volta a diritto), le successive tre maglie si lavorano insieme a rovescio. Si ripete dunque la lavorazione tripla della maglia e delle tre maglie successive insieme fino all’ultima maglia che andrà lavorata a diritto (o rovescio, se si preferisce);

Terza riga: si lavorano tutte le maglie a rovescio (tranne la prima e ultima maglia di vivagno);

Quarta riga: una maglia a diritto (o rovescio se si preferisce), tre maglie assieme e la successiva tre volte. Si prosegue fino all’ultima che andrà lavorata a diritto (o rovescio, come da preferenza).

Il motivo si vede ogni quattro righe e ci si deve ricordare che il diritto del lavoro va lavorato a rovescio.

Per questo tipo di punto mi piace usare la lana Drops Andes. Il mio rivenditore di fiducia è Fiordilana, in Via Confalonieri 83 a Villasanta. Quando ho comprato questo filato era scontato e ne ho presi quattro colori diversi. Finora ho usato il grigio, il viola e quello che per me è rosa chiaro. Con il blu penso farò dei caldi cappelli per l’inverno.

I primi due li ho usati per fare un poncho a base grigia a maglia rasata con degli inserti viola in ginger astrakan:

  
Il terzo per una coperta singola che è ancora in corso d’opera. Eccone un’anteprima:

  
La nonna Beatrice preferiva chiacchierare più che vedermi lavorare a maglia, ma credo che avremmo raggiunto un ottimo compromesso con il mio ginger e il suo “grodino”.

Beatrice

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2 thoughts on “La Barbie beve Ginger Ale 

  1. Grazie Beatrice per aver reso così gradevole la spiegazione del gonger astrakan, raccontato così sembra anche più semplice da eseguire!

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  2. Io di uncinetto, maglia e ferri non ci capisco niente… adoro, però, le introduzioni letterariamente “amarcord” della Bebi…

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