Eat diamonds for breakfast, shine all day!

Pare che la colazione sia il pasto principale della giornata. Nel mondo le abitudini sono diverse: in Italia, per esempio, la colazione è dolce, raramente salata e molto spesso velocissima o assente. Negli altri paesi del mondo è esattamente il contrario.

Non ricordo come era la mia colazione quando ero piccola, ho un solo ricordo ben preciso: latte e pappa reale. Trovavo disgustoso il primo (che spesso finiva nel lavandino) e anche peggio il secondo che però mandavo giù ubbidiente. Non so per quale motivo mia mamma mi riempisse di pappa reale, ma ipotizzo fosse per evitare che mi ammalassi. Ero comunque una bambina tendenzialmente sana e mi ammalavo di rado e mai in modo grave e sono certa non fosse merito della pappa reale.

È ovvio che oggi non posso neanche sentirla nominare e ho delle difficoltà anche col miele, anche se ogni tanto lo compro. Mi piace la sua trasparenza color ambra e mi affascina la sua viscosità. Sono anche enormemente affascinata dalle api, dalla loro fervente attività e dalla loro perfetta organizzazione, ma credo sia una reminiscenza del mio cartone preferito: l’ape Maia!

  
In uno dei miei giretti su Pinterest ho trovato una copertina meravigliosa, che mi ricorda un alveare:

  http://www.ravelry.com/projects/Duschinka/honeycomb-stroller-blanket

E con Marinunzia Piccenna, nel suo laboratorio di Via Solari 19 a Milano, abbiamo provato a replicarla nei toni sgargianti del fucsia e dell’arancio. L’ideale è avere degli avanzi, ma per la buona riuscita della copertina o del cuscino o di quello che si vorrà realizzare è fondamentale innanzitutto combinare bene i colori e ovviamente avere filati dello stesso tipo. Ecco il risultato:

  
Queste le istruzioni:

Montare un numero di maglie pari a multipli di 8+4. Il colore A è il colore del bordo, i colori B e successivi invece sono i colori degli alveoli.

Riga 1 >> colore A, lavorare tutte le maglie a diritto;

Riga 2 >> come riga 1;

Riga 3 >> colore B, lavorare una maglia a diritto; colore A, passare due maglie a rovescio; *colore B, sei maglie a diritto; colore A, passare due maglie a rovescio*; colore B, una maglia a diritto;

Riga 4 >> colore B, lavorare una maglia a rovescio; colore A, passare due maglie a rovescio; *colore B, sei maglie a rovescio; colore A, passare due maglie a rovescio*; colore B, una maglia a rovescio;

Riga 5 e successive fino alla 8 >> ripetere la riga 3 e la riga 4 per due volte;

Riga 9 e riga 10 >> colore A, lavorare le maglie a diritto.

Riga 11 >> colore C, cinque maglie a diritto; colore A, passare due maglie a rovescio; * colore C, sei maglie a diritto; colore A, passare due maglie a rovescio*; colore C, cinque maglie a diritto;

Riga 12 >> colore C, cinque maglie a rovescio; colore A, passare due maglie a rovescio; * colore C, sei maglie a rovescio; colore A, passare due maglie a rovescio*; colore C, cinque maglie a rovescio;

Riga 13 e successive fino alla 16 >> ripetere la riga 11 e la riga 12 per due volte;

Riga 17 e riga 18 >> colore A, lavorare tutte le maglie a diritto.

Dalla riga 19, si ripete il motivo, seguendo le istruzioni a partire dalla riga 3. Si può decidere se usare sempre lo stesso colore per gli alveoli (B) o sostituirlo con il colore C e successivamente con il colore D è così via. Oppure si può usare un colore A, monocolore per il bordo e un unico colore cangiante per gli alveoli.

Se si lavora una copertina, il bordo può essere realizzato aumentando le righe di legaccio (riga 1 e riga 2) a inizio e fine lavoro e anche ai lati (aggiungere all’inizio e alla fine di ogni riga tanti punti sempre a diritto o sempre a rovescio e sempre con il colore A, tanti quanto si vuole che il bordo sia evidente. Se invece si sta realizzando un cuscino, un gilet per bimbo o bimba o altro ancora, il bordo è meno importante e può anche non essere realizzato.

E oggi, nonostante la pappa reale, ogni tanto mi viene un raffreddore o la febbre, ma quando avrò concluso la mia copertina ad alveare sarà più bello ammalarsi e guarire, ma sempre senza bere latte caldo e miele!

LaBeBi.

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C’era una volta una principessa con gli occhi blu..

Da piccola, quando finiva la scuola e l’oratorio estivo, venivo spedita dalla nonna Beatrice, nel Veneto. Passavo con lei e la zia Lucia un periodo che per me allora era infinito. Mi annoiavo, ovviamente, volevo i miei amici, i miei giochi, volevo guardare i cartoni animati. E invece passavo le giornate ad ascoltare i dischi della zia, Gianni Morandi, Julio Iglesias, Matia Bazar, a guardare con lei i film in bianco e nero finché arrivava la sera e bisognava andare a letto. Ogni sera, l’iter era lo stesso: io andavo a dormire e, finché la nonna aveva sistemato tutto, la zia Lucia si sedeva sul letto: chiacchieravamo e spesso mi raccontava una favola. 

La mia preferita era Raperonzolo. Non so cosa mi piacesse di più di questa fiaba, forse solo come me la raccontava lei, la mia principessa dagli occhi blu. Ora la zia Lucia non c’è più e non so che fine abbia fatto quel libricino che lei mi leggeva. Così, in uno dei miei acquisti online, ho inserito nel carrello anche la “mia” fiaba.

  
Ogni tanto la leggo e penso a quei momenti unici con la zia Lucia, a quegli attimi in cui i nostri cuori erano così vicini da diventare una cosa sola. La zia Lucia era l’unica che mi leggeva le favole e lo faceva tante volte quante glielo chiedevo. Non era mai stanca di quei momenti e per me era la parte più bella di quei giorni, quella che aspettavo ogni giorno e quella che più mi mancava negli altri mesi dell’anno.

Qualche giorno fa, guardavo le novità su Pinterest e ho trovato questa foto:

  
Mi è subito venuta in mente la fiaba di Cappuccetto Rosso e immediatamente la zia Lucia e Raperonzolo.

Questo modello è davvero molto carino e semplice. Richiede solo un po’ di lavoro in termini di tempo e un bel pacco di lana. Perché dunque non approfittare delle offerte di Fiordilana, in via Confalonieri 83, a Villasanta? Per le confezioni da un chilo ci sono ottimi sconti su numerosi filati.

Personalmente credo che il migliore sia il drops Alaska. Ci sono tanti colori disponibili, sia mix, sia unicolor. È lana non trattata e dona ai capi lavorati con questo filato una forma migliore e una meravigliosa qualità di struttura.

Perché il modello sia semplice e di più rapida esecuzione lo si può realizzare anche senza cappuccio. Di base, in ogni caso, si tratta di una sorte di croce in cui la punta superiore è divisa in due parti. Questo golf può essere più o meno lungo e le maniche potrebbero essere realizzate a tre quarti. Se non c’è il cappuccio, può essere completato con un colletto alla coreana (riprendere i punti con i ferri di almeno una misura in meno) e poi uno, due o tanti bottoni, grandi!

 
E ora la  fantasia. Sono indecisa tra falsa costa inglese e punto “divano”. Per le spiegazioni rimando rispettivamente agli articoli “Two are better than one” e “Il confortante profumo della vaniglia” oppure “Cuore di maglia, la maglia del (mio) cuore”. A pensarci bene forse la fantasia migliore è proprio la seconda e questo perché permette di usare il capo dal lato che piace di più, avendo però un bel motivo ordinato anche all’interno, per il collo e le maniche se vengono risvoltate. E magari due belle tasche, applicate lasciando a vista la parte “a rovescio”.

Questo modello, dunque, può fornire diverse possibilità. Può essere un giacchetto corto un po’ svasato con maniche rigorosamente a tre quarti, a tinta unita o a righe sottili o anche a punto tessuto, a due o tre fili (per le spiegazioni leggere “La copertina di Tommy” e “Happy B-day, Zimo!”). Oppure può essere un cappottino aderente, più lungo, stretto in vita da una bella fusciacca. Si possono anche fare le maniche e le tasche di un colore diverso o non realizzare le maniche per avere una mantella.

In tutte le sue forme, questo è un capo magico e favoloso a tutti gli effetti. E sono certa che realizzarlo e indossarlo non permetterà di vivere felici e contenti, ma di sicuro più felici e più contenti!

LaBeBi.